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Segni del fascismo a Bossico

Spigolature storiche

Il periodo fascista fino a poco tempo fa è stato un “ tabù “: al di là di quelli che l’hanno vissuto direttamente, per tutti gli altri è stato un periodo sconosciuto, avvolto dal mistero più fitto.
Nelle scuole si studiava la storia fino alla 1° guerra mondiale o poco più in là. Oggi le cose sono cambiate e a distanza di oltre 50 anni dalla fine di quel periodo, si studia e si analizza con serenità e con obiettività il fascismo. Ne parlano molto i mass-media con incontri, convegni, rappresentazioni e dibattiti e soprattutto lo si studia a scuola. Anche la TV ormai presenta documentari riguardanti anche i momenti più terribili di quel periodo, come l’antisemitismo e i proclami della razza pura.
Anche Bossico ha subìto piccole trasformazioni e ha avuto segni esterni inneggianti al regime fascista.
L’aspetto più eclatante è stato il cambiamento della denominazione di alcune Vie e Piazze comunali.
- La strada della Riva divenne la VIA G. CIANO, che è l’attuale Via del Castello. ( Ciano, nato a Livorno nel 1903, diplomatico, sposò nel 1930 la figlia di Mussolini, Edda. Nel 1935 divenne Ministro per la Stampa e la Propaganda e nel 1936 ministro degli Esteri ed infine Ambasciatore presso la S. Sede. Ritenuto traditore, fu fatto fucilare da Mussolini l’11 gennaio 1944 a Verona con gli altri gerarchi De Bono, Gottardi, Pareschi e Marinelli).
- La zona del Cavallo divenne invece la VIA LITTORIO, l’attuale Via Rifugio e il VICOLO LITTORIO, l’attuale Vicolo Rifugio (il Littorio era il fascio di verghe, con in mezzo una scure, che era l’arma propria dei littori romani, i quali accompagnavano il Console, capo supremo. Mussolini adottò il fascio littorio, come simbolo del potere, che doveva essere esercitato soprattutto con la forza; i simboli: le verghe per frustare e la scure per tagliare la testa).
- C’era poi anche la VIA 23 MARZO, l’attuale Via G. Verdi, ( tale data ricordava il 23 Marzo 1919 quando Mussolini fondò a Milano “ i fasci di combattimento” con un programma che conteneva una serie di postulati negativi nei confronti della vecchia classe dirigente italiana, demagogici nei riguardi delle situazioni di disagio create dalla prima guerra mondiale, positivi solo nell’affermazione di volontà di conquista dello Stato. I “ fasci di combattimento” furono trasformati nel 1921 in Partito Nazionale Fascista)
- Durante quel periodo il viale principale fu intitolato a VITTORIO EMANUELE III ( Re d’Italia nel periodo fascista; Vittorio Emanuele, nato a Napoli nel 1869, divenne Re d’Italia nel 1900 in seguito all’uccisione del padre Umberto1°, vittima di un anarchico a Monza. Vittorio Emanuele morì ad Alessandria d’Egitto il 28 dicembre 1947 dopo 19 mesi di esilio). Tale viale nel dopoguerra era diventato VIALE DEI CADUTI ed attualmente è tornato ad essere Viale Vittorio Emanuele.
- C’era infine la PIAZZA 28 OTTOBRE, l’attuale Piazza Cavour ( la data ricordava il 28 ottobre 1922, in cui avvenne la marcia su Roma e la conquista del potere da parte di Mussolini. In pochi anni Mussolini trasformò lo Stato liberale in Stato autoritario, centralistico, totalitario, fondato sull’esistenza di una sola forza politica riconosciuta, il partito, privilegio di una oligarchia, i gerarchi, di fronte alle altre classi, i ranghi, di cittadini.
Si instaurò da allora un regime poliziesco.
I giornali, la radio ed ogni manifestazione artistica e letteraria erano sottoposte alla censura).
Le vie e le piazze citate sono state variate con la denominazione che hanno attualmente con delibera del Consiglio Comunale, riunitosi in seduta straordinaria il 20 luglio 1947 (alle ore 14!). Allora il Sindaco era il Sig. Bortolo Sterni ( Sindaco dal 24-04-1946 al 19-02-1949 ) e Segretario Comunale era il Sig. Pietro Valsecchi.
Un altro segno legato al fascismo era la lapide sulla facciata del Palazzo comunale sopra la porta centrale, sulla quale erano state incise le sanzioni economiche da parte delle Nazioni contro l’Italia, per la sua invasione ed aggressione nei confronti dell’Etiopia.
Mussolini si era schernito di tali sanzioni e le aveva fatte esporre su tutti i Municipi come segno di oltraggio nei confronti della “grande” Italia.
La campagna militare 1935-36 portò alla conquista dell’Etiopia e Re Vittorio Emanuele fu insignito del titolo di Imperatore d’Etiopia.
Tale lapide, decorata coi fasci littori ai lati, con le parole incise ormai illeggibili, è stata sostituita, nel 1975, con l’attuale lapide, che porta inciso a caratteri cubitali la parola “ MUNICIPIO “, dopo che i fasci littori sono stati lisciati e trasformati in due eleganti colonnette.
Vi è poi infine un singolare segno legato ancora al fascismo, esistente tuttora: la piscina che si trova alle Tre Santelle; proprio sotto la sorgente omonima, durante il periodo fascista, è stata costruita una piscina per le esercitazioni dei giovani fascisti. Alle Tre Santelle fu creato un vero campo-scuola all’aria aperta. Il giornale “Il popolo d’Italia” del 6 agosto 1935 – Anno XIII, riportava tre fotografie delle esercitazioni con la seguente didascalia:” A Bossico, sul magnifico altipiano in Val Borlezza, che domina il lago d’Iseo, sono accampati i Giovani Fascisti della Bergamasca ed è stato pure lassù trasferito il Comando Federale – Ecco tre fotografie prese al campo”. Tale piscina, ancora in buono stato, è stata recentemente recuperata ed è opportuno ricordare (poiché moltissimi non lo sanno!) che fu costruita per il fine sopra ricordato.
La formazione fisica dei giovani veniva curata con particolare attenzione e si dava grande importanza anche alla formazione del carattere. Sullo stesso giornale “Il popolo” sempre del 6 agosto, veniva riportato un articolo, datato Parigi 5 agosto, intitolato “ L’opera del Regime per l’infanzia esaltata in Francia”. Eccone il testo: “Il Petit Jurnal pubblica un articolo dedicato alle opere assistenziali create in Italia dal Fascismo, nel quale si descrivono in termini altamente ammirativi gli splendidi risultati ottenuti in questo campo nello spazio di pochi anni, per volontà del Duce. ‘L’Italia – scrive il giornale – vigila sui suoi figli fin dalla loro nascita. Per preservare l’avvenire bisogna salvare l’infanzia. Uccidere il male nel suo germe: tale è lo scopo che si è prefisso il Regime; tale è la lotta che l’Italia conduce su tutti i punti del suo territorio. E in questa lotta si rivelano le inesauribili risorse del genio e la infaticabile energia di un uomo, la mano e la volontà del quale si sentono ovunque: Mussolini, grande creatore, non abbandona nulla al caso. Oggi a Roma, domani altrove, egli è ovunque, sorveglia tutto personalmente’. Dinnanzi alle difficoltà della crisi che si è estesa in tutto il mondo, col suo corteggio di miserie e di angosce, ‘Mussolini vide subito quali erano i rimedi efficaci e non esitò un solo istante ad applicarli, affrontando il male alla radice: dando lavoro ai disoccupati. Egli ordinò le demolizioni di vecchi quartieri, focolai di epidemie, e la costruzione di altre case bene aerate, chiare esposte al sole, all’aria, situate fuori città’. Dopo avere parlato delle ‘case popolari’ e dei grandi vantaggi che esse offrono alle classi più bisognose, e avere accennato ai grandiosi lavori che, in Roma, hanno conciliato la necessità di abbattere quartieri insalubri, con l’opportunità di mettere in luce le più gloriose vestigia della città imperiale, lo scrittore si sofferma sulle vaste realizzazioni del Regime nel campo delle scuole popolari, sulla perfetta organizzazione delle scuole all’aria aperta, veri paradisi dei fanciulli, dove l’infanzia minacciata dalle malattie ‘ritrova tra i fiori e il verde la salute e il vigore’. Con eguale ammirazione l’articolista si diffonde sull’assistenza che in Italia viene assicurata alle madri. ‘In queste varie provvidenze – conclude – si delinea la politica coerente del Regime che realizza la propria duplice missione: venire incontro ai bisogni del popolo e preparare generazioni sane e vigorose’. Bossico in particolare era stato scelto, proprio per le sue caratteristiche ambientali e climatiche, luogo privilegiato per queste ‘scuole all’aria aperta’
Considerato il triste periodo ricordato, è stato molto opportuno cancellare dalla faccia di Bossico tanti segni fascisti, come l’intitolazione di vie e piazze e la lapide sul municipio; rimane ancora la piscina, proprio per farci tornare alla mente la famosa frase: “…per non dimenticare!”

La piscina

(a cura di P. Sterni)

 
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