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Eventi
Spigolature storiche
UN CAPO DEL GOVERNO ITALIANO A BOSSICO

Nella storia di Bossico non era mai successo che vi fosse stata la visita di un Presidente del Consiglio in carica. E’ avvenuto invece il 2 Marzo 1986 con la visita di Bettino Craxi, allora in carica come Capo del Governo.
Si è trattato di una visita un po’ strana e singolare, per cui val la pena di ripercorrerla in tutti i suoi dettagli.
La notizia della visita
Quando un po’ di tempo prima si era diffusa la notizia di una possibile visita del Presidente del Consiglio a Bossico, sembrava veramente un’utopia, appariva come una notizia di fantascienza, destinata solo a far sorridere un po’ ironicamente, perché irrealizzabile e poi destinata a morire in fretta; veramente si era diffusa un po’ di diffidenza anche tra i più sicuri custodi della notizia, perché ormai si andava troppo per le lunghe e sembrava davvero che l’evento fosse irrealizzabile.
Invece il 2 Marzo del 1986 il sogno è diventato realtà: abbiamo avuto in visita il Capo del Governo, on.le Bettino Craxi! E c’è subito da aggiungere che non ha avuto nulla a che fare il fatto che il Presidente fosse socialista e nemmeno come tale era stato invitato. E’ venuto solo in veste di Presidente del Consiglio. E si è trattato di un grande avvenimento, di un avvenimento storico, di un fatto eccezionale, di un evento straordinario per il nostro piccolo Comune: tale visita ha fatto molto scalpore, ha fatto sorgere anche delle invidie, ha meravigliato un po’ tutti, ma per Bossico è stato un avvenimento che è diventato “storia”!
Proprio per questo viene inserito nelle spigolature storiche del paese.
I motivi della visita
Molti fattori hanno concorso alla realizzazione di tale visita: innanzitutto la grande passione dell’on.le Craxi per il personaggio di Garibaldi, poi l’interessamento dell’allora Ministro dell’Agricoltura e delle Foreste, on.le Filippo-Maria Pandolfi e dell’Assessore al Turismo e al Commercio della Regione Lombardia, Dott. Giovanni Ruffini, inoltre la grande sensibilità e generosità della famiglia Gregorini, allora proprietaria della villa Aventino, ed infine una buona dose di casualità e di fortuna.
Vediamo allora come sono andate le cose!
Tutto era iniziato l’estate precedente, in occasione del Meeting del boscaiolo, quando il Ministro Pandolfi, che aveva onorato la manifestazione con la sua presenza, aveva avuto modo di visitare la villa Aventino, dove ebbe la felice idea di inviare a Craxi un telegramma, informandolo della presenza in villa di cimeli garibaldini.
Il Presidente si tenne caro quel telegramma e manifestò subito a Pandolfi, incontrandolo nel primo Consiglio dei Ministri, il suo interesse per quei quadri. Ruffini nel frattempo ne parlò alla famiglia Gregorini, la quale fu ben lieta di mettere a disposizione della collezione dei cimeli garibaldini del Presidente Craxi, due battenti di porte dipinte dal celebre pittore paesaggista e ritrattista Cesare Tallone (1853-1919): su una porta era raffigurato Garibaldi e sull’altra Mazzini; tutta la collezione di Craxi, lo disse lui stesso, sarebbe passata a un museo garibaldino, che il Comune di Milano stava allestendo nella grande città lombarda; quindi anche le due porte sarebbero state esposte in questo museo garibaldino.
Per la consegna la famiglia Gregorini aveva manifestato il desiderio di avere ospite il Presidente Craxi alla villa Aventino e Pandolfi, presentando tale desiderio dei Gregorini, caldeggiò la visita a Bossico, anche perché avrebbe onorato tutta la zona dell’alto Sebino.
E Craxi accettò immediatamente l’invito dicendo:”Per Garibaldi faccio questo ed altro!”, lasciando immediatamente alla Segreteria della Presidenza del Consiglio l’ordine di organizzare la visita. A causa di numerosi e travagliati impegni del Governo ( in quel periodo per esempio vi fu un tumultuoso iter della legge finanziaria e poi vi fu anche una forte tensione internazionale per il terrorismo, si trattava della cosiddetta “questione mediterranea”) la visita a Bossico del Presidente veniva rinviata di settimana in settimana, facendo perfino balenare il rischio di un totale annullamento dell’impegno.
Ed invece, venerdì 28 febbraio, giunse da Roma l’annuncio ufficiale che il Presidente del Consiglio sarebbe stato a Bossico domenica 2 Marzo.
Cronaca della visita
Dal momento dell’annuncio, alla visita vera e propria, mancavano poco più di 24 ore, per cui si mise in moto immediatamente la macchina organizzativa, per affrontare adeguatamente e preparare nel migliore dei modi l’avvenimento; il Comune contattò subito la Prefettura, la Questura e i Servizi segreti di sicurezza, oltre naturalmente la famiglia Gregorini, il ministro Pandolfi e l’Assessore regionale Ruffini.
C’erano anche e soprattutto problemi logistici e pratici di non facile soluzione, come la viabilità, visto che in quei giorni continuava a nevicare (la strada doveva essere pulita fino alla villa Aventino) e purtroppo si sa che aveva nevicato per tutta la vigilia, e come la sicurezza dei locali, dove sarebbero avvenuti gli incontri.
Bisogna dire che tutti hanno collaborato in maniera straordinaria ed è funzionato tutto alla perfezione. Per l’occasione il paese era stato come “blindato”: vi era dappertutto un grande servizio di vigilanza, anche perché due giorni prima era stato ucciso, in un attentato, il Presidente della Svezia, Hole Palmer. L’accesso alla villa era stato bloccato.
Il capo del Governo giunse a Bossico domenica verso le ore 12,30 proveniente da Roma; aveva naturalmente fatto scalo all’aeroporto di Orio al Serio, dove dall’aereo era passato sull’elicottero dei Carabinieri, prendendo a bordo anche la moglie, Sig.ra Anna Pillitteri, proveniente da Milano.
Ad attenderlo intanto sull’altopiano, davanti alla villa Aventino,erano convenute numerose personalità della Lombardia e della Provincia: il ministro Pandolfi, l’Assessore Ruffini, il Prefetto di Bergamo, il Questore, il Procuratore della Repubblica, il Presidente del Tribunale, il Colonnello dei Carabinieri, il Comandante dell’Intendenza di Finanza, il Presidente dell’Azienda Regionale delle foreste, il Presidente della Comunità montana, il Presidente dell’USSL, il Sindaco di Bossico,
i Sindaci di Lovere e di Costa Volpino, alcuni membri della famiglia Gregorini ed altre illustre personalità come il Rettore dell’Università di Milano ed alcuni imprenditori.
La famiglia Gregorini, squisita per ospitalità e cortesia, ha offerto agli invitati un pranzo sobrio, ma squisito, durante il quale il Presidente si è intrattenuto con molta umanità con tutti, interessandosi alla zona ed ai suoi problemi. Nel brindisi finale, dopo il pranzo, Craxi ha ringraziato tutti i presenti ed in particolare la famiglia Gregorini per l’ospitalità e per il dono delle due porte dipinte. Il Sindaco , un po’ spiritosamente , chiese al Presidente se portava via tutte e due le porte, considerato che su una c’era Garibaldi e sull’altra Mazzini; Craxi rispose che le portava via tutte e due, perché non voleva che quella di Mazzini venisse poi l’ex Presidente Spadolini, repubblicano, a prendersela.
Incontro pubblico
A pranzo concluso, iniziò la parte pubblica della visita. Era infatti previsto alle ore 15, su espresso desiderio del Presidente, un incontro con l’Amministrazione comunale, con i Sigg.ri Sindaci della Comunità Montana, compreso il Presidente e con la popolazione locale.
Tale incontro avvenne nell’atrio delle Scuole Elementari, che era stato predisposto con addobbi, bandiere, fiori e striscioni di “benvenuto”.
Il protocollo, come lo richiedono queste occasioni, era stato rigidamente studiato ed imposto dalla Prefettura e dalla Questura, per cui, per esempio, non tutti hanno potuto accedere all’atrio e gli interventi degli oratori erano stati limitati.
E’ toccato al Sindaco, Dott. Pasquale Sterni, porgere, a nome dell’Amministrazione comunale e della popolazione, il saluto di “Benvenuto” e presentargli una piccola scheda del nostro paese. Tra l’altro ha ricordato, un po’ spiritosamente, che Bossico aveva anche la rinomanza di essere considerato “una piccola Roma”, avendo sul suo territorio ville con i nomi dei 7 colli romani, in paese la Piazza S. Pietro e la Chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo; per cui il Presidente non era poi così lontano da Roma!
Ha ringraziato comunque il Presidente per l’altissimo onore che aveva riservato al nostro paese, augurandosi che portasse nel cuore un ricordo vivo e positivo della visita.
E’ intervenuto poi il Presidente della Comunità montana, prof. Michele Bettoli, che ha presentato al Capo del Governo la situazione occupazionale della zona, divenuta molto problematica.
Bettoli, attorniato dai 10 Sindaci dei paesi della Comunità, ha ricordato come nell’industria si fossero persi negli ultimi 4 anni ben 3.800 posti di lavoro ed alternative occupazionali non si profilavano all’orizzonte. Ma era soprattutto la messa in forse delle aziende a partecipazione statale, ( Terni di Lovere e Dalmine di Costa Volpino ) a preoccupare maggiormente amministratori e popolazione.
Il Capo del governo ha fatto un lungo intervento, trattando un po’ tutti i problemi sollevati dal Presidente della Comunità montana; ha parlato di disoccupazione, dicendo che era necessario nel tempo moderno avere una specializzazione e nello stesso tempo bisognava recuperare vecchi ed antichi mestieri, che occorreva avere fiducia nel nostro Paese operoso e che l’Italia aveva raggiunto livelli di vita, invidiabili da tanti altri Paesi.
Ha concluso: “ Siamo un Paese, che ha fatto dei passi in avanti straordinari e che deve lavorare per far sì che tutti, il che non è poco, tutti godano di questo progresso. Io faccio a voi, ai vostri concittadini, che mi hanno accolto con amicizia, ai nostri giovani amici, che vedo con la bandiera della Nazione, alla quale portiamo tutti un grande affetto, faccio un vivissimo augurio”.
Commiato
E sono state proprio le bandierine in mano ai bambini, che hanno colpito il Presidente del Consiglio: molti di questi bambini si sono fatti fare da Craxi l’autografo sulle bandierine; il Presidente, salutando all’esterno della scuola la folla, ha voluto baciare sulla fronte due bambini, gesto che aveva meravigliato non poche persone! A Bergamo, Craxi, salutando il Prefetto, aveva poi detto che era stato colpito dall’ospitalità avuta e che si era in parte commosso nel vedere tanti bambini con le bandierine in mano.
Al termine dei discorsi il Sindaco aveva consegnato a Craxi un quadro panoramico del paese di un autore locale con una pergamena-ricordo della visita.
I giovani del Gruppo sportivo avevano voluto regalare un cesto con i prodotti tipici bossichesi.
Craxi lasciò il suo autografo su una pergamena in bianco con la seguente dedica: “Al Comune di Bossico ed ai suoi cittadini un caloroso augurio di sereno e libero progresso!”.
Il Presidente è ripartito da Bossico verso le h. 16 in macchina alla volta di Bergamo in compagnia del noto stilista di moda Nicola Trussardi, che era giunto a Bossico nel pomeriggio, proprio per incontrare Craxi. La giornata bergamasca del Capo del governo si era appunto conclusa a Bergamo, in casa di Trussardi in città alta.
Conclusione
La visita di Craxi a Bossico aveva fatto “notizia” ed aveva avuto larga eco su tutti i giornali e su tutte le televisioni locali. Purtroppo sappiamo a distanza come sono andate le cose per Craxi; non si vuole qui entrare in merito: importante è che in quel periodo ha onorato Bossico come Presidente del Consiglio e che quindi tale avvenimento può entrare negli annali storici del Comune di Bossico.
Anche il discorso distensivo e sereno che aveva fatto quel giorno, oltre ad essere augurale per la vita futura, era anche quasi profetico. Tra l’altro aveva detto:” Pur essendo consapevole delle gravi difficoltà, dei problemi non risolti, dei ritardi che abbiamo accumulato, il nostro Paese è ricco di energie, di volontà, di valori e di capacità. Abbiamo di fronte un avvenire sicuro ed importante!”.
E forse a distanza di tempo, si può ben dire che tali parole non furono pronunciate a caso.
In conclusione, Bossico fu orgoglioso di essere stato all’attenzione di una cronaca straordinaria!
(a cura di P. Sterni)
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